venerdì 23 luglio 2010

Fantascienza: una pura realtà

Oggi ho ascoltato un dibattito per radio, che era tutto incentrato sull'utilizzo di nuove tecnologie.
Man mano che ascoltavo, mi si presentavano alla vista delle "allucinazioni"...
un momento, ora spiego:

Si parlava di tecnologie impiegate nell'ambito della produzione di materiali poliplastici (in realtà il termine era materiale in lega polimerica), utilizzata insieme ai tessuti, o alle vernici.
Ho approfondito, è ho scoperto che tali materiali consentono la produzione di una vernice, antiossidante e repellente alle sostanze presenti nell'atmosfera, come gas o sostanze grasse.

Successivamente mi è stato fatto leggere di un circuito auricolare sottocutaneo...

Mi chiedevo: ma questo è Demolition Man, oppure Nathan Never (conoscete?)

In effetti, mi venivano a mente tante cose, come il frigorifero che ti dice quante cose hai e quante te ne mancano; oppure quel mini auricolare bluethoot; o ancora il foglio digitale (elettronico ovviamente). Bhe! fino a che punto oggi possiamo ancora proiettarci nella fantascienza, senza pensare che in realtà siamo in un futuro, nel quale sembra tutto possibile?

I tre esempi che ho riportato sopra, sono presenti in film o fumetti, tipo Il Sesto Giorno, oppure Nathan Never come già ho citato, o in altri fumetti di tipo Cyberpunk.

Quali frontiere stiamo varcando? E verso cosa ci spingiamo.... se è questo il nostro cammino, e già ne conosciamo i limiti, cosa ci spinge a proseguire: una follia collettiva o un ardente desiderio di una nuova coscienza?

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